Mezzi pubblici, car-sharing e car-pooling

Quando si parla di mezzi pubblici a Milano, si pensa subito ad ATM.
 L'azienda serve un territorio (tra Milano e provincia) di 816Kmq, con una popolazione residente che supera i 2,5 milioni di abitanti.
 Ha 3 linee metropolitane con uno sviluppo di 74Km.
 La rete automobilistica si distribuisce su 96 linee per 876Km, mentre la rete tramviaria ha uno sviluppo di 296Km per 19 linee.[fonte ATM]
 Degli 841.000 non residenti che entrano a Milano ogni giorno, solo 311.000 usano un mezzo pubblico. I restanti 530.000 usano un mezzo privato.
 Inoltre, il traffico privato milanese (cioè, con origine/destinazione interna all'area della circonvallazione 90/91) é pari a 745.000 veicoli.
 Le auto private, in sosta lungo le strade della città, restano parcheggiate più del 95% del tempo. Ciò significa che giacciono inutilizzate e occupano suolo pubblico per una spropositata quantità di tempo.
 Anche per tale motivo, negli ultimi anni é nato e si é diffuso il concetto di car-sharing, cioè di auto condivisa, e il servizio é commerciale e generalmente prestato da un'apposita azienda.
 ATM ha in gestione anche il servizio di car-sharing GuidaMi, ed ha finora realizzato 54 postazioni cittadine e 7 tra Monza e Sesto S.G.
 Secondo i dati di ATM, il 47% degli utilizzatori del servizio di car-sharing vende la propria seconda auto, mentre il 12% rinuncia all acquisto della prima.
 Quando una o più persone mettono a disposizione il proprio veicolo si parla, invece, di car-pooling.
 Mentre il car-sharing riduce la quantità di auto in sosta, il car-pooling dovrebbe ridurre anche la congestione del traffico (perché ciascun veicolo é usato da più persone contemporaneamente), riducendo di fatto le auto circolanti.
 Per ora, questa possibilità é lasciata soprattutto allo spirito di intraprendenza e alle capacità organizzative individuali.

 In tema di trasporto pubblico , inoltre, sono esemplari le iniziative di pedibus che vengono organizzate soprattutto nelle scuole primarie, non solo in piccoli contesti urbani, ma anche in città.

 

Ecopass e salute

Nel documento "Strategia per la mobilità sostenibile" dell’Assessorato alla Mobilità del Comune di Milano, viene confermato il seguente dato: gli spostamenti giornalieri (da lunedì a venerdì) dall'esterno verso Milano avvengono su mezzo pubblico solo per una quota pari al 31 per cento: degli 841.000 non residenti che ogni giorno entrano a Milano, 530.000 utilizzano un mezzo privato e 311.000 un mezzo pubblico (176.000 il treno, 71.000 la metropolitana, 64.000 le linee bus di superficie). Il 65% dei 530.000 autoveicoli privati in ingresso a Milano da LU a VE provenienti da comuni esterni (sia hinterland di prima fascia che aree più esterne) e con destinazione finale Milano (quindi, non di mero attraversamento del territorio comunale), sostano e circolano nella zona urbana compresa fra i confini esterni e la circonvallazione esterna 90/91, per un totale di 333.540 veicoli; il 21,7% invece (pari a 110.670 veicoli) insiste nella zona compresa fra la circonvallazione esterna 90/91 e i Bastioni; il 13% rimanente (65.790 veicoli) accede all’area centrale dei Bastioni.

Questo elevato volume di veicoli che ogni giorno circolano a Milano non può non avere un impatto sulla salute dei cittadini di Milano e Hinterland, per le emissioni di inquinanti come il PM10 (c.d. polveri sottili con diametro fino a 10 micron), NO2 (biossido di azoto) e O3 (ozono).

Il Progetto EpiAir (APAT ISPRA) 2001-2005, ha evidenziato l’associazione significativa tra incremento della concentrazione media giornaliera di PM10, NO2 e O3 e gli effetti sulla salute.

Dalle informazioni riportate nell’Inventario nazionale delle emissioni del 2008, elaborato da ISPRA, risulta che per il PM10 i trasporti sono la prima sorgente di inquinamento con un contributo del 35% sul totale, di cui poco più dei 2/3 provenienti da quello stradale; seguono l’industria (23%), il settore civile (19%) e l’agricoltura (12%).

Tutto questo richiama drammaticamente alla nostra attenzione l’esigenza di trovare modalità a breve e a lungo termine per la riduzione delle emissioni inquinanti, attraverso sistemi che riducano il numero dei veicoli circolanti, aumentando l’utilizzo dei mezzi pubblici, migliorando ed allargando le reti ciclabili e le aree pedonali in città e rendendo più efficace l’attuale sistema Ecopass a Milano.